Articolo a cura di Andrea Vuolo Meteorologo di Rai Pubblica Utilità – TGR Piemonte

Da quando ieri pomeriggio è stata emessa l’ordinanza del blocco del traffico su Torino e prima cintura, nonché in città come Alessandria, Casale Monferrato (AL), Asti, Novara, Novi Ligure (AL), Tortona (AL), Trecate (NO) e Vercelli, sui social è scoppiata la polemica e lo sdegno di migliaia di persone, in quanto molti si stanno chiedendo come sia possibile che la concentrazione degli inquinanti atmosferici sia superiore alla soglia critica per la salute, nonostante il traffico veicolare si sia sensibilmente ridotto, da ormai 10 giorni, a causa del lockdown in corso. In questo articolo cercherò di spiegarvi come le condizioni meteorologiche predominanti siano decisamente più significative, circa la dispersione delle polveri sottili in area urbana, rispetto al traffico veicolare (che ha comunque un impatto anch’esso importante sulla concentrazione del PM10).

Lo strato di atmosfera più vicino alla superficie terrestre è denominato, nella letteratura meteorologica, come Strato Limite Planetario (o PBL, Planetary Boundary Layer), porzione di atmosfera spessa da poche centinaia di metri a 1-2 km, all’interno della quale hanno luogo tutte le principali attività umane e biologiche, tra cui il rilascio dei principali inquinanti atmosferici e dove avvengono i conseguenti processi di dispersione e di turbolenza, in funzione dei moti atmosferici presenti e direttamente collegati al tipo di condizioni meteorologiche ivi presenti.

Tale strato atmosferico è piuttosto variabile in altezza (o in spessore) e presenta un ciclo diurno che dipende fortemente dalla tipologia di configurazione meteorologica in atto e dall’orografia del territorio (in Autunno e in Inverno è decisamente più ridotto in altezza rispetto all’Estate, dove i fenomeni termo-convettivi sono predominanti). Nelle ultime settimane, in cui la nostra regione è stata dominata da un vasto campo anticiclonico di matrice subtropicale (senza il passaggio di perturbazioni), la massa d’aria è risultata decisamente stabile e i moti discendenti – tipici dei regimi anticiclonici – hanno favorito la formazione di uno strato d’inversione termica (spesso circa 150-200 metri) su tutte le aree pianeggianti piemontesi, all’interno del quale i fenomeni di turbolenza sono stati pressoché inibiti dal regime di subsidenza indotto dall’alta pressione stessa: in questo strato di atmosfera la massa d’aria risulta infatti più fredda e pesante rispetto a quella circostante e posta subito al di sopra.

Ed è proprio all’interno di questo volume di aria che gli inquinanti atmosferici prodotti dalle attività antropiche, dal traffico veicolare e dagli impianti di riscaldamento, non riescono ad essere diluiti in libera atmosfera dai processi turbolenti, bensì vi rimangono intrappolati all’interno, in particolare nei grandi centri urbani (Torino in primis). Il tutto viene ulteriormente acuito dall’assenza di pioggia e neve e dal passaggio di perturbazioni degne di nota che in questo periodo dell’anno dovrebbero essere quasi all’ordine del giorno (novembre è infatti uno dei mesi più piovosi dell’anno in Piemonte, secondo la nostra climatologia).

Su Torino città e su gran parte del Piemonte le grandi piogge mancano ormai da oltre un mese e dai modelli fisico-matematici sembra che la situazione non possa sbloccarsi almeno fino al 25-28 novembre. E già ieri alcune stazioni di rilevamento di PM10 hanno sfiorato o localmente superato picchi di 70µg/m³ (a Torino e prima cintura la soglia limite dei 50µg/m³ viene superata già da 7-8 giorni).

Sicuramente il blocco del traffico dei Diesel fino agli Euro5 e dei Benzina fino agli Euro1 potrà permettere un calo della concentrazione dei PM10, ma difficilmente si scenderà ben al di sotto della soglia critica finché la nostra regione non verrà direttamente interessata dal passaggio di una perturbazione o comunque fino a quando la circolazione dei venti a scala sinottica (e di conseguenza alla mesoscala) non subirà un’importante variazione. Con buona probabilità bisognerà aspettare fino alla fine del mese, se non addirittura fino all’inizio di dicembre.