Continua il periodo molto dinamico di questa stagione invernale, capace di portare peggioramenti nevosi fino a quote basse a ripetizione ormai da inizio anno, dopo quelli già vissuti nel mese di dicembre. La fase reiterata di maltempo è sempre legata alla stessa figura barica, una vasta area depressionaria di origine polare che ha preso possesso dell’Europa centro occidentale. Associata ad essa abbiamo un minimo di bassa pressione che continua a stazionare ed oscillare tra il Mar Ligure e le coste francesi e seguita a convogliare nuclei precipitativi verso il Piemonte.

Dopo le precipitazioni arrivate in nottata, un nuovo carico di pioggia e neve è atteso dal pomeriggio/sera di oggi e, complice il graduale afflusso di aria più fredda in quota, sussistono le possibilità di un ulteriore ribasso della quota neve fino alle aree pedemontane o di pianura di pinerolese e del torinese.

Qui però iniziano nuovamente le criticità previsionali. Basterà il freddo in arrivo a far crollare la quota neve fino al piano? Sarà sufficiente l’intensità delle precipitazioni per mantenere vivo il fiocco di neve lungo tutta la colonna d’aria che dovrà affrontare? I vari modelli previsionali a scala locale sono discordi su questo punto, alcuni propongono la possibilità di assistere a nevicate fino al piano (con o senza accumulo sarà probabilmente possibile capirlo solo in fase d’evento), altri invece mostrano scenari di neve solo per le pianure del cuneese e per le vallate oltre i 500/600m.

Ad esempio la seguente cartina mostra la possibilità di accumuli di max 10cm tra il pinerolese, il basso torinese e tutto il cuneese nella giornata di domani. Difficile capire se l’accumulo potrà effettivamente verificarsi ma quanto meno si tratterebbe di precipitazione nevosa e non pioggia. La differenza la farà la quota effettiva dello zero termico, che più sarà basso più favorirà precipitazioni a carattere di nevicata grazie anche all’intensità delle precipitazioni che scaricheranno il freddo al suolo.

Ad ora quindi preferiamo non sbilanciarci su eventual accumuli di neve a quote inferiori ai 500m, dato l’effettivo rischio che non si vada oltre pioggia mista neve o neve molto umida. Diverso il discorso per tutte le aree oltre tale quota che potranno vedere accumuli ingenti, soprattutto se sommati alla neve già caduta in questi giorni. Facilmente oltre i 1000m si supereranno i 100/150cm di neve totale e i 60/70cm totali non sono un’utopia per le località intorno ai 700/800m di quota. Molto dipenderà anche dall’esposizione al flusso mite di scirocco. Località a pari quota ma con esposizioni differenti potranno vedere differenze negli accumuli notevoli.

Per quanto riguarda i giorni successivi, a partire da mercoledì la struttura depressionaria tenderà ad allontanarsi lasciando il Piemonte ed il nord Italia esposti a correnti più secche nord occidentali, garantendo un netto miglioramento del tempo che con buona probabilità si manterrà stabile e soleggiato per parecchi giorni.

Le temperature resteranno stabili di pochi gradi sopra lo zero fino a metà settimana, il successivo miglioramento consentirà un aumento dei valori massimi mentre le minime scenderanno nuovamente sotto lo zero, soprattutto nelle aree con neve al suolo a causa dell’effetto albedo.

Buona settimana a tutti!